Smart Working tra Salute e Normative

In questo articolo andremo a spiegare:

  • la differenza tra Smart Working e telelavoro, mostrando quali sono le normative e come queste regolino il lavoro agile.
  • La tutela della salute e sicurezza applicata allo Smart working.
Smart Working tra Salute e Normative

Smart Working e Normative

Nel fase di lockdown degli ultimi mesi abbiamo assistito ad una forte spinta per le aziende di adottare lo smart working . Però il lavoro agile emergenziale differisce da quello ordinario a cui si assiste attualmente. Infatti lo smart working ordinario è regolato da delle normative:

  1. Il lavoro smart prevede un alternanza con il lavoro presso la sede lavorativa. Infatti la legge del 2017 precisa che per diversi motivi, quali il confronto diretto con i superiori, l’esercizio dei suoi diritti e la socializzazione con i colleghi deve esserci un alternanza tra il lavoro da casa e in azienda.
  2. Il lavoro agile persegue una prestazione lavorativa in un arco temporale definito libera da vincoli di tempo e di luogo. Quindi il lavoratore ha la possibilità di lavorare ovunque seguendo i suoi ritmi sempre però raggiungendo una tale prestazione lavorativa. Il telelavoro, a differenza segue degli orari e una postazione precisa.
  3. La natura dell’atto lavorativo prima di agilità ora di regolamento di agilità.
  4. Il ratio dell’istituto: per la legge n.81/2017 coincide con l’ottimizzazione del sistema produttivo riducendo i tempi, mentre attualmente lo Smart Working ha l’obiettivo di ridurre l’affluenza di persone al fine di evitare un possibile contagio.

Sicurezza dello Smart Worker

Il secondo punto che trattiamo sono le implicazioni del lavoro agile in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Infatti il datore di lavoro rispetto al lavoratore smart assume una posizione più sfumata. Ricordiamo che il datore ha l’obbligo di garantire la tutela della salute anche degli smart worker, il quale deve implementare una strategia prevenzionistica prevista dal T.U. n.81/2008. Inoltre è prevista la responsabilità datoriale per la sicurezza degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore.

Lo Smart Working quindi è ancora una modalità lavorativa in via di sviluppo. Certamente però, è da preferire e adottare qualora in azienda non ci sia la possibilità di garantire Dpi e un distanziamento sociale adeguato.

Vi siete mai chiesti quali sono i lati positivi e negativi dello smart working? Leggete l’articolo.

Fonte: puntosicuro.it

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Consenso

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